“Please, fair play”
“Please, fair play”. E’ il tema dell’assemblea-dibattito organizzata questa mattina, presso il cinema Sala Roma di Nocera Inferiore dagli alunni dell’Istituto Alberghiero nocerino, scuola che da diverso tempo ha deciso di rendere proficue le assemblee di istituto, trasformandole in incontri di crescita, sui più disparati temi sociali.
Oggi è stata la volta dello sport e del fair play, argomento dalle mille sfaccettature, sviscerato dai discenti attraverso le loro “creazioni” al computer, ma anche grazie all’intervento di illustri “testimonianze” dal mondo dello sport.
A partecipare alla mattinata, “penne” autorevoli del calibro di Franco Esposito (direttore responsabile dell’emittente Telecolore, nonché firma del Corriere dello Sport) e Giovanni Vitale, il consigliere Figc Salvatore Gagliano, il presidente della sezione nocerina dell’Associazione Italiana Arbitri, oltre ad altri esponenti del mondo sportivo locale.
Doping, violenza negli stadi, discriminazione, ma anche rispetto delle regole: su questi binari è scivolato via un dibattito tenuto su alti contenuti dal giornalista Franco Esposito.
Pungenti, al solito, i suoi interventi, controcorrente sulle ipotesi relative alle nuove leggi che, secondo alcuni, potrebbero permettere finalmente il ritorno delle famiglie negli stadi di calcio; «un ritorno impossibile – secondo Esposito – visto quanto accade».
A tutto tondo il direttore, che fa anche autocritica sul lavoro e l’apporto dei giornalisti, chiedendo proprio ai ragazzi di «sottolineare gli atteggiamenti, gli articoli e i servizi di chi, in modo incosciente, fomenta atteggiamenti violenti e fuori dalle norme».
Giornalisti che, secondo Franco Esposito, spesso «superano i limiti dell’etica, solo per fini di “vendita”», come accaduto con un noto quotidiano sportivo nazionale, il giorno in cui pubblicò la foto dello slittinista georgiano morto alle Olimpiadi invernali di Vancouver, ripreso nell’istante in cui gli veniva staccato il respiratore artificiale.
«Un episodio che – spiega il direttore – se da una parte dimostra l’oramai consolidata logica dello “scoop” che spesso “calpesta” la dignità umana, dall’altra evidenzia invece il fatto che ancora esiste una sensibilità, un’etica anche nei lettori, che hanno letteralmente bombardato la redazione del quotidiano con lettere e mail di protesta per la foto».
Toccante la testimonianza di Giovanni Vitale, che nel 1999 perse suo figlio Simone nella tristemente famosa tragedia del treno di tifosi salernitani che rientravano dalla trasferta di Piacenza. Un eroe, Simone, vittima della stupidità umana di chi ben pensò di appiccare il fuoco in una vettura del convoglio, all’imbocco della galleria ferroviaria tra Nocera Superiore e Salerno. A far riflettere, una sua affermazione molto diretta: «Fa specie che debbano essere le leggi dello Stato ad imporre il fair play e la correttezza, elementi che dovrebbero essere invece alla base dell’animo umano, soprattutto degli sportivi».



















