Tre squilli per continuare ad accarezzare un sogno. La vittoria in trasferta contro l’Internapoli ha riportato, dopo un’attesa lunga ventiquattro anni, la Sarnese in cima alla classifica del campionato di Serie D. C’è l’Ischia appaiata ai granata in vetta, c’è un gruppone di ben otto squadre racchiuse in soli sei punti e ci sono ancora diciotto giornate da disputare nel girone H del torneo interregionale. Ma guardare tutti dall’alto verso il basso, non c’è che dire, ha un gran bel sapore per i tifosi della Sarnese.
Un sapore più che dolce pure per Paolo Siano, che s’è tolto lo sfizio di griffare il prezioso successo con un sontuoso “hattrick”, utile a proiettare l’attaccante ex Sant’Antonio Abate nelle posizioni più alte della classifica marcatori del girone. Otto i centri personali, stesso bottino del compagno di squadra Tufano, in un reparto avanzato che somiglia sempre di più a una macchina schiacciasassi: trentacinque i gol realizzati, in attesa di Olcese (due gol), con Ragosta (sei centri) e D’Avanzo (cinque) a completare la batteria di cecchini a disposizione di Egidio Pirozzi, un altro che, da calciatore, ha provveduto a scombussolare parecchio le idee alle difese avversarie. Numeri impressionanti per il miglior reparto avanzato del girone H, che tuttavia resta ben saldo con i piedi per terra, secondo i dettami di società e tecnico.
«Non dobbiamo montarci la testa, il campionato è lungo e dobbiamo pensare ad una gara per volta», queste le sagge parole del buon Siano, che pure gongola per l’importante bottino di punti che ha finora portato alla Sarnese con i suoi gol. In Serie D il suo primato personale è arrivato nella stagione 2009-2010, con la casacca del Sant’Antonio Abate: undici centri in trentadue presenze, un traguardo a portata di mano per il ventisettenne attaccante della Sarnese, intenzionato sicuramente a superarlo, magari per trascinare il club granata ad un traguardo che, solo per motivi scaramantici, nessuno si azzarda a nominare.
In fondo, da buoni “terroni” la scaramanzia è un importante tratto distintivo del nostro dna. Ma poi, in tutta sincerità, c’è da star certi che Siano non si tirerebbe assolutamente indietro se dovessero proporgli uno scambio tra il suo “personal best” e il raggiungimento – insieme a compagni, staff tecnico e dirigenza – del punto più alto nella storia calcistica della città di Sarno.
Giuliano Pisciotta, Il Mattino

