Plasmati trascina la Nocerina

Loreno Cassia, allontanato per proteste nel corso del primo tempo

PADOVA (4-3-1-2): Pelizzoli; Legati, Schiavi, Trevisan, Renzetti; Bovo, Milanetto, Osuji (1’ st Lazarevic); Marcolini; Cutolo (37’ st Hallenius), Ruopolo (15’ st Cacia). A disposizione: Perin, Donati, Italiano, Cuffa. Allenatore: Dal Canto.

NOCERINA (3-4-3): Russo, Pomante, De Franco, De Maio; Scalise (39’ st Castaldo), Bruno, Sacilotto (43’ pt De Liguori), Nigro; Farias, Plasmati (42’ st Filosa), Negro. A disposizione: Gori, Alcibiade, Bolzan, Catania. Allenatore: Auteri.

ARBITRO: Cervellera (Taranto). Assistenti: Melloni (Modena) e Raparelli (Albano Laziale). Quarto uomo: Coccia (San Benedetto del Tronto).

RETI: 14’ pt Plasmati (N), 16’ pt Marcolini (P), 11’ st Milanetto rig. (P), 13’ st Plasmati (N).

NOTE. Spettatori: 3000 circa (con nutrita rappresentanza campana). Espulso al 36’ st Cacia (P) per uno schiaffo a Pomante (N) a palla lontana. Ammoniti: Trevisan (P), Di Maio (N), Nigro (N). Calci d’angolo: 8-6 per la Nocerina. Recupero: 4’ pt; 4’ st. Al 18’ pt allontanato per proteste Cassia, allenatore in seconda della Nocerina.

 

Gianvito Plasmati, ottima prestazione a Padova, condita da una doppietta

Gianvito Plasmati trascina la Nocerina. I molossi impattano 2-2 in trasferta contro il Padova, potendo pure recriminare per un pareggio che forse sta stretto ai ragazzi di Auteri. La squadra sembra trasformata rispetto alle ultime uscite e forse non è un caso che questi progressi siano coincisi con l’esclusione di calciatori che, obiettivamente, non stavano dando il massimo ultimamente. Infatti Auteri lascia fuori il gruppo di atleti messi sotto accusa dalla tifoseria rossonera lunedì scorso: in panchina, oltre all’ormai escluso Gori, ci vanno pure De Liguori, Castaldo e Bolzan. Nigro è il quarto a sinistra centrocampo, con Sacilotto al centro. Dal Canto invece esclude Italiano, impostando Milanetto in regia con Marcolini alle spalle di Cutolo e Ruopolo. Solo panca per Cacia.

La Nocerina si fa valere nel primo tempo. Dopo un tentativo di Scalise, imbeccato da un colpo di tacco di Plasmati, quest’ultimo porta in vantaggio i suoi. Negro ruba palla a Milanetto, alza la testa e lancia in corsa Farias; il suo tiro dal limite è solo deviato da Pelizzoli, che nulla può sul tiro di Plasmati. E’ una gioia effimera, perché Marcolini rimette subito le cose a posto, partendo forse in fuorigioco e freddando l’incolpevole Russo.

Hanno più fame i molossi. Plasmati, nel giro di un minuto a metà tempo, prima centra il palo con Pelizzoli spiazzato, poi conclude troppo debolmente sull’accelerazione di Scalise a destra. E il monologo di Plasmati prosegue anche dopo il break firmato Ruopolo (volée alta dal limite), con una sventola deviata in angolo da Schiavi e un assist forse involontario, che concede a Farias un giro finito di poco a lato. Al tramonto della prima frazione Sacilotto è costretto ad uscire per i postumi di uno scontro precedente. Al suo posto De Liguori, ancora molto al di sotto della sufficienza.

Ad inizio ripresa il Padova tira fuori la testa e mette la freccia, grazie ad un calcio di rigore realizzato da Milanetto e concesso per fallo di Bruno su Cutolo. Anche in questo caso, però, la gioia dura poco. Il tempo che Farias induca Trevisan al fallo (con annessa ammonizione): Plasmati accomoda la sfera, guarda Pelizzoli e lo beffa sul palo lontano. Poco dopo ci prova addirittura De Liguori dal limite, con sfera di poco sul fondo. E stessa sorte ha pure il diagonale di punta che Farias tenta al termine di una rapida combinazione a sinistra con Nigro e Negro.

Gradualmente i ritmi calano con i due undici a pagare l’ampio spreco di energia. Una scossa arriva al 35’, quando Cacia, da poco entrato, trova in una sberla a Pomante con palla lontana l’unico modo per farsi notare sul terreno di gioco. In 10, il Padova bada al punto, rischiando solo sul finire con due mischie da brivido sugli sviluppi di calci d’angolo. Termina 2-2, risultato positivo per la prestazione, ma poco utile visti i concomitanti successi di Ascoli e Modena.