Lo strano caso del San Valentino, che poi San Valentino burocraticamente non è. La girandola di titoli sportivi, la scorsa estate, aveva portato il titolo sportivo di Eccellenza dalla “città degli innamorati” alla vicina Angri. In compenso, però, era stato avviato un progetto di rilancio calcistico grazie all’approdo nel piccolo centro dell’Agro della Virtus Casollese.
La società nocerina si era infatti trasferita, armi e bagagli, a San Valentino Torio per affrontare il campionato di Promozione, dopo la storica salvezza nella passata stagione agonistica. Il progetto prevedeva, oltre al mero trasferimento “fisico” della società (che ha comunque mantenuto la matricola e la denominazione Virtus Casollese per il Comitato Regionale Figc-Lnd), anche l’ingresso di nuove forze economiche cittadine che potessero, dalla prossima estate, restituire vita alla Unione Sportiva San Valentino, di fatto sparita dopo 37 anni dalla sua fondazione.
Nel corso dei mesi, l’amministrazione comunale aveva promesso ai dirigenti nocerini – presidente Santonicola in primis, assieme al direttore generale Ferraioli – un impegno volto a reperire imprenditori e finanziatori che potessero foraggiare il progetto sportivo, ma dopo mesi di attesa la dirigenza della Virtus Casollese ha detto basta: via i colori sociali giallorossi, via la squadra da San Valentino Torio per allenamenti e gare ufficiali, insomma, divorzio vero e proprio.
Sabato scorso la squadra di mister Martino Coppola, ex tecnico dell’Atletico Nocerina, ha disputato la sua prima partita sul sintetico dello stadio Leo di Siano, nuova “casa” della Virtus Casollese fino al termine di questa stagione agonistica. Non è andata bene, visto il ko “interno” contro i mariglianesi del Marilius Vesuvio, ma da sabato scorso si può di nuovo collocare geograficamente a Nocera Inferiore la Virtus che, seppure in “esilio” forzato a Siano, resta pur sempre la squadra dello storico quartiere nocerino di Casolla.
