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Palloni Sgonfiati: “Stadio Mobile Live”

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♫… la più bella di tutte
è una piazza del centro
la più bella di tutte
è un’ordinanza d’amore
e con un sorriso leggero
guardo la mano poi la firmo giù
la protocollo e poi la porto su
è un miracolo o no!?
Se la piazza del centro
è già una Ztl
se fosse per questo che hanno vietato lo skate
e la musica all’aperto
le corse in bici sotto al cielo blu
a pallone non si può giocare più…

Non scorregg… cioè non scoraggiamoci, siamo all’inizio e tutto può cambiare. I calciatori passano, i telecomandi restano e si possono sempre aggiustare quindi: se io posso cambiare e voi potete cambiare, anche la classifica può cambiare.

Persino Stallone, a cui Dolph Lundgren cambiò i connotati la sera di Natale, riuscì a far cambiare idea alla competentissima platea moscovita, non possiamo riuscirci noi? Tranquilli, abbiamo la soluzione ai nostri problemi: istituiremo un divieto di contestazioni, per chi giunge da sinistra, con l’obbligo di incitamento per chi invece arriva da destra.

E’ troppo presto per fischiare, anche se qualcuno probabilmente imbeccato, ma senza secondi fini, ci ha già provato. Ecco, sono i becchi i veri nemici della nostra comunità. Questa città annovera tra le proprie fila (potenza della Libroia) un sacco di becchi sempre pronti, come amava fare la compianta Moana Pozzi, a mettere bocca su tutto.

E’ bastato l’exploit del Crotone, ai danni di un rimaneggiatissimo Verona costretto a giocare le gare casalinghe sul neutro di Castel San Giorgio – per effetto della squalifica dovuta all’impressionante raffica di cazzate giornaliere sparate da Matteo Salvini -, in concomitanza col nostro passo falso contro il Lanciano sul neutro di Palma Campania, per far riemergere ataviche paure.

La compagine frentana, pacatamente guidata da Salvatore Soviero, è riuscita nell’impresa di fermare una delle corazzate di questo torneo cadetto, nonostante il doppio svantaggio. La delusione c’è ed è inutile mascherarla; soprattutto perchè qualcuno dei nostri beniamini sembra ancora – A DIFFERENZA DEL SOTTOSCRITTO CHE NON HA AVUTO NESSUN PROBLEMA COME POTETE CONSTATARE – non essersi calato nella categoria.

Non puoi farti recuperare due reti se hai velleità di vertice. Sì, è vero, il terreno di gioco ridotto ad un colabrodo, come qualcuno ha fatto notare all’Arsene Wenger di Nola, ha finito per sfavorire la squadra con più qualità. Resta solo da capire, visto che “palla lunga e pedalare” sembra al momento il leitmotiv preferito dalla truppa allenata da Esposito, quale delle due fosse la compagine più attrezzata sotto il profilo tecnico.

“E io ‘o sapev oììì, nun ce facimm’ manc’ ‘a croce chist’anno!”

Nonostante gli sforzi, non c’è niente da fare: il diabolico meccanismo purtroppo si è ormai già innescato. Alla seconda giornata di campionato c’è già chi sentenzia, in modo nefasto, sull’esito del torneo senza nemmeno aspettare le canoniche dieci giornate. Va bene che a quel punto 1/3 del torneo sarebbe già andato a puttane, ma non è possibile trovare un compromesso? Facciamo alla sesta, che dite?

E che sfacc… ehm, e che diamine! Diamo il tempo al mister di amalgamare una squadra completamente nuova. Qualcosina all’esordio contro l’Avellino del “sempre caro mi fu” Di Giacomo nei primi minuti si è intravista, anche se col passare del tempo la palla lunga verso i tre là davanti è sembrata la soluzione più gradita a Cuomo e soci. Per carità, nulla da obiettare visto il potenziale offensivo. Senza contare che il campionato cadetto è da sempre un torneo maschio, orfano di quei contenuti tecnici che solo un’Eccellenza sa offrire. Ma tant’è: abbiamo il dovere di provare a fare di più.

Domenica scorsa, sedendo e mirando interminati spazi di là da quella, sovrumani silenzi e profondissima quiete sulle tribune del San Francesco, a nessuno è sfuggito che al centro, con l’ex commissario liquidatore delle MCM – già presidente degl’industriali napoletani – e l’ex pupillo del sindaco di Roma, paghiamo dazio in termini di peso, esperienza e geometria.

Il primo corre, per carità ma sembra ancora difettare di quella solidità che potrebbe farne il nuovo Kondogbia; mentre il secondo, pur non entusiasmando in fase di interdizione, ha dalla sua un piede pulito e capirete che in una città come questa, dove la gente è abituata a lavarsi, tuffarsi e cucinare sotto le fontane pubbliche non è poco.
Ragion per cui la fisicità, al netto di quello che può pensare Ighli Tare, di uno come Lordi unita alla tecnica di un calciatore come l’ex pubblico ministero di mani pulite (Di Pietro, ndc) sembrano essere prerogative dalle quali difficilmente questa squadra potrà prescindere. Se a questo aggiungiamo anche l’arrivo di De Liguori, potete ben capire che abbiamo tutte le carte in regola per formare un centrocampo capace di tenere in mano costantemente il pallino del gioco durante l’arco della gara.

Ma allora non possiamo fare niente? Dobbiamo aspettare. Dobbiamo dare il “canzio” a Gianni Boncompagni di trovare il bandolo della matassa. D’altronde anche una trasmissione per microcefali come Non è la Rai ci mise un po’ ad ingranare. Non pretenderete mica da questa – che in fondo per parecchi Non è la Nocerina – tutto e subito… vero?

Ci sono ancora ventotto giornate da giocare; c’è ancora la Coppa Italia – che per ironia della sorte ci vedrà protagonisti proprio contro il Crotone di Scarpa – e ci sono ancora i play-off. E se malauguratamente non dovesse andare bene, abbiamo sempre a disposizione, come amano dire a Pagani, l’ultima cartuccia da sparare: IL RIPESCAGGIO!

Ecco perché l’impressione è che alla fine o di riffa o di – Tonino – raffa, riusciremo a centrare l’obiettivo quest’anno. L’ottimismo che da sempre ci contraddistingue, alla fine prevarrà sul disfattismo di chi non aspetta altro che l’occasione per tornare alla ribalta con improbabili fusioni e progetti di gloria.

Insomma, per chi ancora avesse dei dubbi, ci sentiamo un po’ come chi, durante il play-out col Sora, si sbilanciò tra il secondo ed il terzo fischio di Rosetti con quel: «Non si perde più», che gettò nello sgomento un’intera comunità, visto che l’incrocio dei pali tremava ancora. Per farvela breve, ci sentiamo di affermare, senza tema di smentita, che praticamente E’ FATTA!

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