Notizie Flash

Il tuo nuovo punto di vista

Palloni Sgonfiati: Il bar dei finocchi

Interlinea+- ADimensione carattere+- Stampa questo articolo

                                                        BLUE OYSTER STADIUM
«Eranoooooo… questo è uno stadio frequentato da gay, proprio entravano tutti gay. Due? Due gay, anzi tre! Quattro? Una flotta di gay!».

Se il 2015, portandosi via Lemmy dei Motörhead aveva il veleno nella coda, il 2016 ha al contrario subito dimostrato di avere una cazzimma senza precedenti nella cappella. Siamo appena a gennaio ed il numero di più rockstar passate  a miglior vita procede di pari passo con il numero di marcature di Ramsey. L’impressione generale è che solo un goal di Dzeko possa fermare, speriamo definitivamente, Ramsey e di conseguenza questo eccidio.

Dicevamo, ormai è una strage: prima il Duca Bianco venuto a mancare ad una settimana dalla pubblicazione del video di Lazarus – titolo veramente azzeccato -, dopo una pianificatissima agonia durata diciotto mesi; poi la dipartita di Glenn Frey degli Eagles, che pur di non prendere parte al quattrocentesimo tour finale della celebre band americana incentrata sulla 27548256894345ma versione di Hotel California, ha preferito “avviarsi” con un certo anticipo al giardino; ed infine Terence Dale Griffin.

«E chi è Terence Daaaale Griiiiiffin?».
«Chi?!??».
«Griffin!».
Così avrebbe chiosato il compianto Mauro Vestri, alias Guidobaldo Maria Pisciotta, esaminando il curriculum di un giornalista interessato a collaborare con ZeroaZero. Pure perché prima di mettere una tastiera in mano al primo arrivato, è buona regola indagare a fondo sulle competenze grammaticali dell’esaminando.
«Le piace il rock espressionista britannico?».
«Io… io… è il grande amore della mia vita, e voglio in questa sede ricordare i grandi maestri Peter Gabriel e Phil Collins, di cui tutti noi non possiamo fare a meno dell’irrinunciabile capolavoro “Das Foxtrot, der rock band Genesisssssssssssss!”».
«Ge-ne-sis!».
«Ge-ne-sis! Ge-ne-sis!».

Tornando seri, Dale “Buffin” Griffin è stato, per un breve periodo, il drummer di Bowie ma soprattutto il batterista dei Mott The Hoople.
E ‘sticazzi non ce lo metti?

Beh riconosco che ai più questo nome genera lo stesso interesse del fratello di Parascandolo (il batterista che accompagnò nella tournée in Puglia, Basilicata e Campania il famosissimo cantante Gennarino Savastano ), ma proverò ugualmente a stimolare la vostra curiosità cercando di “allargare” i vostri ridottissimi orizzonti musicali. E se proprio non dovessi riuscirci fottet… cioè pazienza; spero vivamente che queste righe stimolino, e soprattutto allarghino, le terga di tutti quelli che mi seguono, e mi leggono, dal cesso.

Dicevo Griffin è stato il batterista dei Mott The Hoople, una delle prime band art rock ricordata soprattutto – chissà come sarà felice il fondatore Ian Hunter di queste mie parole, ndc – per essersi avvalsa durante un tour del ’74, nientepopodimenoche dei Queen come spalla.
E ‘stigrancazzi?

Riconosco di averla presa, come dire, un po’ alla larga, ma se mi prestate ancora un attimo del vostro inutilissimo tempo vi spiego un aneddoto: un giorno di una trentina di anni fa Rob Halford, un omone di due metri vestito in pelle, diede del ricchione a Freddie Mercury. La stampa britannica insorse: Halford fu bersagliato di critiche, i Judas Priest conobbero un periodo di oblio fino al 1991, anno della pubblicazione del meraviglioso Painkiller, l’album che rinverdirà i fasti del “guardiano cieco”. Curiosamente, nello stesso anno, Mercury venne a mancare. Halford rimase profondamente colpito dalla scomparsa a tal punto da uscire allo scoperto, dopo una brevissima pausa di riflessione durata appena vent’anni, dichiarando nel 2010 di esser sempre stato un ricchione.
Non starai mica insinuando che…

Lungi da me una cosa del genere. Un allenatore che va in panca con la tuta e lo smanicato, smangiucchiando un mozzicone di sigaretta, smadonnando, seppur tra i denti, perché non può fumare è più di un uomo: è un totem!

Ma a voi veramente piacciono i trainer con la sciarpetta di Telethon? O vi piacciono quelli con i cappotti fashion? Dite la verità, preferite quelli che si fanno inquadrare mentre scendono dal bus con la pochette? Oppure preferite quelli sempre sorridenti che ormai ripetono da sei anni le stesse frasi davanti ai microfoni? No, perché se è così siete liberissimi di farlo, anzi: la prossima settimana il Napoli ospiterà il San Vito Positano per una carinissima amichevole seguita da un aperipranzo, introduttivo del pranzo vero e proprio ed a sua volta aperipranzo dell’apericena , tragiche foto ricordo dell’evento e peluches per tutti.

«Amore andiamo? Ci sarà anche il presidente onorario del San Vito…».
Quello del ballo?
«Ma no amore, è quel famosissimo presentatore…».
Ah si ho capito, chillu ricch…
«NNNOOOOOO!».

a_gent_offend

Grafix - Studio Grafico

Palloni Sgonfiati

Palloni Sgonfiati: deux… frittat!

Palloni Sgonfiati: deux… frittat!

«Ci poteva sta' uno qualunque di noi sul dischetto e non l'Immorale, ca nun o’ sape nisciuno! Uno qualunque di noi, e mo' stavamo qua a gioire pe ‘na qualificazione! [...]

SEGUICI SU FACEBOOK

gennaio: 2016
L M M G V S D
« Nov   Feb »
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031