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Palloni Sgonfiati: Delirio calcio-patriottico-gomorroico

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palloni3-6-16

«BULLE’ ADDO’ CAZZ SI STAT?»
«A MODENA, CE STA ‘NU PROBLEM…»

«E CHE PROBLEM?»
«E CE LO DOVETE CHIEDERE A VOSTRO FIGLIO GIGI…»

 

All’ombra di Latorre e Girone
s’era assopito un pescatore
e aveva un solco lungo il viso
gl’avevan sparato all’improvviso

Lalalalallalalallaaaaaaaaaaa, lalalalalalallala’
lalalallallallallala’, lalalallallallallala’

Siamo in pieno marasma calciopatriottisticogomorroico: Salvatore Conte ha sorpreso tutti optando per Thiago Motta in luogo di Jorginho perché “l’omm che po’ fa a meno rò centrocampista… nun tene paura e’ nient!”.

Non se la passano bene nemmeno i “quilli”. La vicenda che vede coinvolti diversi calciatori irpini, tirati in ballo in un presunto tentativo di combine dal boss della Vanella Grassi – da anni coinvolto in una faida colesterolistica contro il clan Danacol guidato dal genero di Little Tony – non fa altro che aumentare la certezza, nell’animo dei tifosi, che la Serie B è il campionato degl’italiani.

Nemmeno il rientro di uno dei due metò, neolamurismo frutto della fusione tra i termini marò e metà, visto che l’altro se lo son tenuto, contribuisce a rasserenare il clima politico di questi giorni. Il rimpatrio in prossimità del 2 giugno sa molto di operazione mediatica. Senza contare che l’Italia, col mancato rientro di Girone, perde un grande attore. L’unico capace di tenere testa a Michele Placido, nel ruolo del commissario Cattani, ne “La Piovra”.

Se a questo poi aggiungiamo che, di questo passo, difficilmente riusciremo a vedere le ultime due puntate di Gomorra con più di due protagonisti vivi, non c’è da stare Allegri. Pure se hai vinto il quinto scudetto di fila.

Gli occhi dischiuse il vecchio al marò
“che vaje truann, e chitemmuo’?”
ma puntò il mirino e sparò alla mano

a chi diceva sono un indiano
Lalalalallalalallaaaaaaaaaaa, lalalalalalallala’
lalalallallallallala’, lalalallallallallala’

Ma più che sul metò, visto che questa rimane comunque, anche alla luce delle puttanate che sparo, una rubrica a carattere “pallonistico”, punterei l’attenzione sulla vicenda che vede coinvolti i lupi.

Lo scenario è il seguente: sono le 21:00 di un certo giorno, in un certo ristorante, di una certa città. I commensali seduti ad un certo tavolo, tra cui spiccano un certo boss, certi calciatori e l’immancabile faccendiere, ordinano ddoj frittur  innaffiandole con dell’ottimo champagne: un Veuve Clicquot Millesi…mato. Il clima è disteso ed i presenti discutono animatamente di un tema che da sempre affligge i loro animi sensibilissimi: IL CALCIOSCOMMESSE!

Tra una frittura e l’altra il boss, con chiaro intento canzonatorio, chiede ai suoi graditissimi ospiti se c’è la possibilità di pilotare il risultato di un incontro di calcio. Lo champagne scorre a fiumi e dopo un’ora e mezza sono tutti ubriachi. Le puttanate iniziano a volare come le rondini a primavera e, tra tutte, spicca quella di un appassionato di cinema a cui salta in mente di citare il dottor Frederick Frankenstein: SI-PUO’-FARE!

A quel punto la macchina da presa di Mel Brook(er)s si attiva. Si inizia a parlare di cifre ed il cineasta di cui sopra, ormai totalmente in preda ai fumi dell’alcool, la spara ancora più grossa: “Rind’o’ spogliatoio song io che cummann!”.

Alla luce di questa dichiarazione, il giovane boss intuisce che c’è la prospettiva di un facile guadagno e, contravvenendo ai suoi principi morali da sempre in linea con la tradizione decubertiana, decide di dare il suo assenso all’operazione. La macchina organizzativa è ormai in moto e resta un solo ostacolo da superare: convincere un portiere, sulla soglia dei cent’anni, ad ingoiare tre polpette. La cena si conclude ed i commensali si ripromettono di aggiornarsi in settimana per limare i dettagli.

Tutto sembra filare liscio. Sennonché l’ultracentenario pipelet, vegetariano della prima ora, si rifiuta inspiegabilmente di mangiare la foglia. Apriti cielo! Minacce, aggressioni e ritorsioni; l’anziano portiere biancoverde è con le spalle al muro e non solo in senso figurato. A qualcuno il rifiuto non è andato giù. Qualcuno che c’è rimasto molto male per esser venuto meno alla parola data. Quel qualcuno però non si scoraggia e manda al boss un messaggio sibillino: tieni tutto in frigo perché con l’arrivo dell’estate gli alimenti, e specialmente le polpette, si deteriorano molto più facilmente. Ci sarà sicuramente un’altra occasione per degustarle!

Vennero in sella dei gendarmi
vennero in sella con le armi
chiesero al vecchio vicino al falò
se fossero passati due marò
Lalalalallalalallaaaaaaaaaaa, lalalalalalallala’
lalalallallallallala’, lalalallallallallala’

Il genero di Little Tony, una volta recepito il messaggio torna alla carica e, tramite un terzo, contatta di nuovo il cineasta chiedendogli se c’è la possibilità che il vegano, contravvenendo ai suoi principi, ingoi almeno una polpetta.

Il cineasta nicchia, prende tempo ed alla fine risponde – da grande fan di Mel Brooks qual è – alla stessa maniera di qualche sera prima: SI-PUO’-FARE!

Arriva il fatidico giorno ed i nervi sono tesi in un campetto di periferia del modenese. I primi quarantacinque minuti si sono conclusi a reti bianche ed a circa ottocento chilometri di distanza il colesterolo di qualcuno arriva a quasi settecento. “St’occasione cià mann ò Patatern, deve segnare l’apocalisse per le transaminasi alte: jamm uagliù!”, esclama il capo del clan Danacol, mentre ordina un’azione sanguinosa contro i rivali di sempre.

La situazione inizia a diventare sempre più incandescente. Il faccendiere decide di contattare, nell’intervallo, il cineasta per rinfrescargli la memoria, facendogli capire che l’improvviso attacco di Alzheimer non lo avrebbe messo al riparo da eventuali incidenti domestici che sicuramente gli sarebbero occorsi al rientro. Il cineasta a quel punto viene assalito dal panico: il vegano ha deciso di parare pure ‘e cap ‘e cazz, il suo compagno di reparto è assente per infortunio e gl’altri hanno cambiato improvvisamente procuratore sabato mattina.

Quando tutto sempre perduto… cioè pareggiato… insomma, quando tutto sembra andare a puttane, ecco l’idea: il cineasta decide di confessare il suo peccato (si dice il peccato, ma non il Peccarisi, ndc) ad un compagno di squadra. La confessione è sincera ed il confessore. commosso dal pentimento del cineasta, decide di tendergli una mano, anzi un piede ma che dico… tutto il corpo, scansandosi su una ribattuta nell’area piccola.

Quella marcatura ha un improvviso effetto benefico anche ad ottocento chilometri di distanza: le transaminasi scendono, i valori del colesterolo si abbassano improvvisamente ed i componenti del clan Danacol, ormai scoperti, iniziano a cantare a squarciagola ‘Cuore Matto’ all’esterno del reparto di cardiologia del Cardarelli, per sviare le indagini.

Dietro alle spalle un pescatore
e la memoria è già dolore
è già il rimpianto d’un aprile
gl’hanno sparato dal pontile

Lalalalallalalallaaaaaaaaaaa, lalalalalalallala’
lalalallallallallala’, lalalallallallallala’

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