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Calcio femminile: i club chiedono riforme al Comitato campano, ma…

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Un elenco di dieci proposte per provare a dare un importante input di crescita al movimento del calcio a 11 e calcio a 5 femminile in Campania. Idee ben precise, portate avanti con ferma volontà di non iscriversi ai campionati regionali Figc-Lnd qualora non ci fossero risposte concrete da parte del Comitato campano. A dare la sveglia ai club è stata l’ennesima stagione non proprio esaltante del movimento calcistico in rosa della nostra regione.

Una stagione contraddistinta da modifiche ai format dei campionati di calcio a 11 e calcio a 5 che non hanno comunque acceso i riflettori su entrambe le discipline; tanto più che, per il calcio a 11, è stato organizzato un girone con sole 13 squadre, delle quali ben 3 “fuori classifica”, perché formazioni “B” di club in campo nelle categorie superiori. E i risultati si sono visti anche al Torneo delle Regioni Lnd 2016, con entrambe le rappresentative femminili campane fuori al primo turno.

C’è bisogno di crescere e anche tanto. Ma se da un lato le società – o almeno gran parte di esse – provano a progredire partendo dalla cura dei dettagli organizzativi interni e dei settori giovanili, dall’altro c’è pure bisogno di un Comitato Regionale che dovrebbe ascoltare la voce dei dirigenti, al netto di beghe di giustizia sportiva e ordinaria e di schermaglie a colpi di comunicati tra pretendenti alla poltrona presidenziale.

Dunque, prima del confronto coi vertici del Comitato campano Figc-Lnd, le società hanno avviato un proficuo scambio di idee sulle possibili modifiche da apportare e sulla tempistica migliore per poterle rendere efficaci.

Le dieci proposte  partono da regole più chiare e da certezze sulle date di inizio dei campionati, una sorta di utopia per il nostro calcio regionale, visti i puntuali slittamenti dei tornei dalla Prima Categoria in giù, ivi compresi appunto quelli femminili.

Altro punto riguarda i costi di iscrizione, tesseramento e spese funzionali, che i club chiedono di ridurre e rateizzare, in modo da non gravare eccessivamente sulla gestione della singola stagione sportiva. In subordine, anche la richiesta di concedere iscrizione gratuita alle società vincitrici di campionato che però non si iscrivono in categoria superiore.

Centrale la questione di crescita del movimento, da portare avanti attraverso l’organizzazione di veri e propri “clinic” con tecnici esperti di calcio femminile, attraverso la creazione di centri di sviluppo del calcio in rosa.

E poi i format dei tornei. A partire dal calcio a 11, che i club vorrebbero suddiviso in vari campionati a girone unico: Serie C, Serie D, Juniores, Under 17 e Under 14, con collocazione in Serie D delle società che iscrivono eventuali formazioni “B” fuori classifica.

Per il calcio a 5, invece, spazio a tre campionati: Serie C1 (girone unico), Serie C2 (due gironi) e Juniores (girone unico), con disputa dei play-off e graduale inserimento dell’obbligo di giocatrici under da impiegare per tutto l’arco della gara.

Per la Coppa Campania, infine, i club chiedono che la squadra vincitrice possa aver accesso ai play-off regionali o a una Coppa Italia “interregionale” organizzata dalla Lnd.

Queste le proposte che saranno avanzate al Comitato campano Figc-Lnd, chiamato a rispondere in maniera concreta a tutte le esigenze messe sul tavolo dai club di calcio a 11 e calcio a 5 femminile.

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